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SALERNO: Roberto De Luca, figlio dell’ex sindaco, prosciolto dall’accusa di corruzione. Per il GIP era stato tutto inventato.

I giudici napoletani archiviano il procedimento sul figlio del governatore.

Prima lo massacrarono, ora viene fuori che fu tutto inventato. Gli «agenti provocatori» fallirono. Quello di tirare in ballo Roberto De Luca in un caso costruito ad arte di presunta corruzione non trova alcun fondamento. Per il gip del tribunale di Napoli, Marcello De Chiara, è inconsistente. La posizione giudiziaria del figlio del governatore Vincenzo De Luca nell’inchiesta Bloody Money è stata archiviata, come quella degli altri indagati. Si chiude così una pagina giudiziaria che, riletta oggi, ha più risvolti politici che altro. I propositi, forse, erano proprio quelli di trascinare in uno scandalo l’allora assessore comunale al Bilancio, che dopo l’esplosione del caso mediatico del videoreportage scelse di dimettersi e di allontanarsi dalla vita politica attiva per dimostrare la sua estraneità.

L’ex assessore al bilancio del Comune di Salerno, tramite i suoi canali social, ha annunciato che la Procura ha chiesto l’archviazione, accettata dal Gip, per la sua posizione in merito all’inchiesta partita da fanpage.

Il commento

In calce al video il figlio del governatore ha commentato:

È un giorno positivo per me, per la mia famiglia e per tutti coloro che mi sono stati vicini in questi mesi, ma anche per la stessa città di Salerno: perché anche solo l’ipotesi che un suo amministratore potesse essere minimamente sfiorato dal sospetto di comportamenti non corretti o illeciti era un’ombra su tutta la città. Organizzeremo a breve un incontro per spiegare come si sono svolti i fatti e per ringraziare tutti dal vivo. Non lo facciamo in questi giorni perché credo sia più opportuno onorare il Santo Patrono, però presto ci vedremo tutti insieme. Grazie a tutti. E grazie anche gli organi inquirenti per aver fatto chiarezza sulla vicenda.