Attualità

Salerno e San Matteo tra tradizione e passione. Straordinaria partecipazione ala processione ed al concerto di Renzo Arbore.

Una processione all’insegna della gioia. I salernitani hanno ritrovato nell’entusiasmo di Andrea Bellandi quella gioia che nel tempo sembrava quasi svanita nei dissapori del passato.

La festa di San Matteo che ci siamo appena lasciati alle spalle la ricorderemo per la prima volta a Salerno dell’Arcivescovo Andrea Bellandi che in poco tempo è riuscito a sentirsi già parte di una comunità. E’ stata la prima del sindaco Enzo Napoli con fascia, in prima fila, dietro la statua del Santo Patrono. Un gesto “di rispetto e di accoglienza fatto nei riguardi proprio dell’arcivescovo” ha dichiarato il primo cittadino alla domanda spontanea sulla sua presenza alla processione. E’ stato l’anno delle prime volte per le donne della paranza di San Giuseppe. Donne portatrici, vestite di blu, hanno accompagnato i portatori della paranza di San Giuseppe per l’intera processione.

Ieri, però, è stato anche il giorno del grande ritorno a quella che era –  e che è – la festa di San Matteo. E’ stata una processione solenne. Scandita da continui attimi di gioia da parte dei fedeli e dei presenti. Dall’uscita di Bellandi dall’atrio della Cattedrale salernitana, accolto con un caloroso applauso, al passaggio dei Santi, accolti con i tradizionali coriandoli bianchi e, a Largo Campo, colorati di rosso, giallo e blu. E’ stato l’anno del centenario per i portatori della paranza di San Matteo che per l’occasione hanno vestito di granata con una polo che sul braccio destro portava il simbolo della Salernitana, il cavalluccio, con il numero 100. Inoltre, i portatori con grande fatica, speranza e coraggio, ad ogni sosta sono tornati a far “ballare” i santi.

Bellandi ha voltato pagina, ha fatto rivivere un San Matteo da prime volte, ha fatto vivere una processione all’insegna della gioia e della festa. I salernitani, ieri, hanno ritrovato nel suo entusiasmo quella gioia che nel tempo sembrava quasi svanita nei dissapori del passato. Al rientro delle statue nella Cattedrale, Don Michele Pecoraro ha salutato i presenti, in centinaia giunti quest’anno da ogni zona della provincia salernitana.

Poco prima della tradizionale corsa di rientro delle statue, ha preso parola per la benedizione finale, l’arcivescovo Bellandi: “Che cosa mi sono perso in questi anni. Ringrazio tutti, per questa partecipazione di popolo, unità, di fede. Salerno è mia e io la difendo, riporto le parole di San Matteo per concludere quello che è stato un cammino iniziato un mese fa con l’alzata del panno”. 

E’ stato l’anno dei sorrisi dei salernitani, dei doppi fuochi d’artificio che hanno portato in tanti con in naso all’insù, chiudendo in festa una giornata che non poteva svolgersi in modo migliore.