Attualità

Cava de’ Tirreni, il parroco con il buono postale del 1945 da 100 lire che oggi vale 10mila euro.

Nella foto Don Alfonso Capuano in compagnia dell’anziana mamma, Rita Bove: a lei era intestato il buono fruttifero postale ritrovato dopo 74 anni.

Questo gruzzoletto dell’epoca, oggi centuplicato, può diventare un’opera di bene. Poste permettendo,,,

Cento lire che diventano diecimila euro, ritrovati in un cassetto dopo 74 anni e che potrebbero diventare un atto di solidarietà se Poste Italiane darà l’ok al pagamento del buono.

Cento vecchie lire che giacciono da qualche parte, in qualche cassaforte d’Italia, dal 1945 ad oggi, e affrontano i postumi d’un conflitto mondiale e la Resistenza, il Referendum e la ricostruzione, il Miracolo economico e gli Anni di piombo, la Guerra fredda e il Muro che cade, la Prima e la Seconda repubblica, Maastricht, il Millennium Bug e i tempi dei social.

E diventano dieci migliaia di euro e forse qualcosa di più, come un germoglio di solidarietà.

È la storia d’un prete salernitano, don Alfonso Capuano, 59 primavere tra la Fisica e le Sacre scritture, della sua mamma, Rita Bove, un’ex maestra di 88 anni, della buonanima del nonno, Vincenzo Bove, e d’un foglietto, un buono fruttifero postale, che per oltre sette decenni è rimasto nel cassetto d’un vecchio scrittoio: così cento “talenti” sono diventati diecimila.

E non è una parabola.