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Covid-19: ecco le scuse più assurde utilizzate dai trasgressori per aggirare i controlli.

Ovviamente questi comportamenti devono necessariamente essere stigmatizzati con forza, visto che le persone che hanno cercato di superare i controlli dando fondo alla propria fantasia, hanno comunque messo a repentaglio la propria salute e quella di chi gli sta intorno.

Ormai ci stiamo abituando a rimanere a casa come imposto dal Governo per cercare di limitare al massimo i contagi da Coronavirus.

Ci sono poche possibilità per uscire e tutte legate a situazione di urgenza o emergenza. C’è, però, qualche italiano che cerca di fare il furbo e nonostante i divieti, fregandosene della salute altrui, continua imperterrito a rimanere fuori casa.

Repubblica ha pubblicato un articolo nel quale ha raccolto le scuse più assurde per aggirare i controlli delle forze dell’ordine.

Di seguito vi forniamo alcune delle più divertenti e probabilmente insensate: “La mia ragazza mi ha cacciato di casa”. “Voglio vedere dove abita Vasco”. “Sto andando a giocare la schedina”. “Se non faccio due passi non prendo sonno”. “Si è appena rotto lo smartphone”. “Il pane in questo paese è più buono!”

“Che dire dei tre palermitani che, fermati in automobile dai vigili, hanno cercato l’identica scusa? Farsi una corsa nel parco della Favorita. Peccato che uno aveva nel seggiolino un bambino di un anno, l’altro indossava la cravatta e il terzo fosse seduto di fianco all’anziana madre”.

Incredibile quello che ha fatto mettere a verbale un automobilista di Torino che è stato fermato poco fuori regione e si è giustificato dicendo che stava andando in un supermercato a Tortona (provincia di Alessandria) per non perdere i punti sulla tessera.

Un pensionato di Rimini si è affidato ad un must ovvero “Vado a controllare come procedono i lavori nel cantiere”.

Un uomo di Alessandria ha spiegato agli agenti che stava solo prendendo un caffè, peccato che fosse a Chivasso a circa 90 km da casa.

Ecco alcuni esempi forniti da Maurizio Crosetti nell’articolo pubblicato su Repubblica. Un modo per sdrammatizzare e farsi una risata in un momento decisamente difficile per il nostro paese.