Attualità

Inutile litigare a chi è più bravo. Ora è il tempo dell’unità. Riflessione ad alta voce.

In questo ultimo periodo ne stiamo dicendo di tutti i colori. Ognuno di noi è scontento di tutto e di tutti. Ognuno di noia avrebbe  fatto qualcosa di diverso, con il senno del poi e stando dietro ad una fredda tastiera. E così siamo diventati tutti grandi statisti, politologi e  virologi. Il governo ha bene, ha fatto male, doveva fare così, doveva chiudere tutto, l’esercito, accuse alla sanità passata e presente e giù a scrivere palle a ruota libera.

Vi è mai passato per la mente, anche per un solo istante, cosa passa nella testa di chi deve assumere delle decisioni così drastiche per gestire una situazione del genere? Chi di voi avrebbe mai immaginato che si verificasse una situazione del genere? Nemmeno il più pessimista l’avrebbe immaginata.

Un emergenza che la si affronta giorno per giorno, cercando di limare, aggiustare, togliere, mettere, senza avere certezze e modelli di riferimento, esperienze alle quali attingere, sulle quali riflettere.

Siamo nella stessa barca tuti, nessuno escluso. Pensiamo prima a spegnere l’incendio a bordo e dopo, solo dopo potremo ritornare a litigare come abbiamo sempre fatto. Ora non serve a niente. Il virus non fa sconti a nessuno.