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Salerno, la storia di Diana Vitolo: “Io, sorda da sempre laureata con lode”.

Il sorriso capace di spiazzare e buttare giù ogni muro, anche quello insormontabile dettato dall’impossibilità di ascoltare. “Nel 2020 non è possibile parlare ancora di handicap”. A Diana Vitolo, giovanissima dottoressa di Salerno, brillano gli occhi quando si prova ad entrare nel suo mondo. Affetta da sordità dalla nascita così come la sua intera famiglia, la giovane salernitana ha completato nelle scorse settimane un lungo viaggio che l’ha portata ad affrontare e studiare un fenomeno che accomuna quasi 900mila italiani. Dopo le esperienze scolastiche divise tra il liceo statale “Regina Margherita” di Salerno e l’istituto statale di istruzione specializzata per sordi “Magarotto” di Padova, il percorso di vita intrecciatosi con lo studio l’ha spinta all’università “La Sapienza” di Roma, conseguendo lo scorso luglio la laurea in “comunicazione, tecnologie e culture digitali”.

Il tutto, legato a doppio filo al mondo del giornalismo e all’accessibilità all’informazione dalla tv ai social network, argomento centrale della tesi discussa in videoconferenza prima degli applausi e della proclamazione con il voto di centodieci e lode.

Un viaggio emozionante, accompagnata dalla cugina Maria Carpinelli in grado di dare voce ai suoi pensieri attraverso la sua lingua, quella dei segni. Un mezzo, l’unico, anche per informare le persone sorde.

Un compito che Diana ha fatto proprio sposando il progetto web “Opema – la Tv accessibile”, sito d’informazione per le persone con disabilità uditiva, sorde e al tempo stesso ipovedenti.